Mediterraneo
10 giugno 2026 - Teatro Il Rossetti - Trieste
Mediterraneo
FOLLOW US ON SOCIAL:
Direzione artistica
Progetto Danza Trieste ASD - Pole Dance Trieste

Mediterraneo è un viaggio. Non una semplice traversata, ma un movimento dell’anima. Tutto inizia nel punto più a nord del Mediterraneo, dove il mare incontra l’Europa centrale e le culture si sfiorano da sempre, da secoli terra di passaggi, partenze e ritorni. Un gruppo di ragazze siede davanti all’acqua, dove la terra finisce e l’orizzonte si apre, su una riva che è confine e ponte assieme. Tra le onde arriva una bottiglia con un messaggio misterioso: “Mediterraneo, tra me e te il Mediterraneo… venite a cercarmi!”. Non indica la meta. Invita soltanto a partire.
Le protagoniste salpano portando con sé un frammento della loro terra: un gesto, un suono, un ricordo del vento di Bora, delle pietre bianche del Carso. Partono non per lasciare la loro terra ma per comprenderla davvero. Attraversano un mare antico, lo stesso che nell’Odissea è simbolo di prova e trasformazione, incontrando viaggiatori di ogni tempo.
Figure che evocano storie universali come quella di Ulisse, emblema eterno della ricerca e del ritorno. Ogni incontro è uno scambio. Di esperienze, racconti e di segni. Il Mediterraneo si rivela come un luogo non di confine ma come uno spazio che unisce. Il viaggio conosce anche la tempesta, il dubbio e la nostalgia. Ed è proprio nel momento della distanza che comprendono il valore della loro origine.
Al loro rientro nulla è come prima. Il luogo è lo stesso ma il loro sguardo è cambiato. E con loro, simbolicamente, arrivano tutti coloro che hanno incontrato durante il loro viaggio. Il Mediterraneo intero si raccoglie lì, nel punto da cui tutto era partito. Sono partite inseguendo un messaggio portato dal mare pensando di andare a scoprire il mondo ma hanno capito qualcosa di diverso. Che ogni porto custodisce una storia, che ogni incontro lascia una traccia e che ogni viaggio ci cambia.
Mediterraneo, come anche gli altri spettacoli ideati in precedenza, è nato un po’ da solo. Mi è capitato spesso che le idee per un nuovo spettacolo arrivassero quando quello precedente era ancora in produzione, ma questa volta è stato diverso.
L’idea è nata quasi per caso, ascoltando e riascoltando i primi accordi di una canzone che, in quel periodo, piaceva tantissimo al mio bambino: “Mediterraneo, tra me e te il Mediterraneo”. Wow… ma questa cosa è meravigliosa. Si può sviluppare incredibilmente quest’idea!
Era la fine dell’estate e decisi di lasciare maturare quell’intuizione, seguendo un po’ quei consigli che Umberto Eco raccomandava in Come scrivere una tesi di laurea, libro che lessi tanti anni fa: che l’argomento fosse interessante, che ci fosse materiale a supporto e che potesse avere una certa profondità. Perché, alla fine, scrivere uno spettacolo assomiglia moltissimo alla stesura di un libro.
All’inizio era solo un piccolo lumicino e non ero neppure del tutto certa che fosse davvero l’idea giusta. Le aspettative, dopo aver portato in scena “Angels & Demons” erano veramente alte e non volevo disattenderle. Così decisi di aspettare, di capire se Mediterraneo potesse realmente diventare il nuovo spettacolo. Passarono pochissimi giorni. Era esattamente il 19 settembre scorso e, mentre continuavo a pensare a Mediterraneo — non come luogo geografico, ma quasi come fosse un personaggio — al mare, al viaggio e a tutto ciò che questo avrebbe potuto evocare, una sera ebbi la conferma. Con la testa un po’ tra le nuvole andai in Piazza Unità, come fecero tantissimi, ad assistere ad uno spettacolo di droni. Mi ritrovai sovrastata da immagini di viaggio, di mare, di navigatori e figure mitologiche e, davanti a me, c’era proprio lui: il Mediterraneo. Quel mare che amo osservare e che amo navigare. Chi mi conosce sa bene che passerei la vita a bordo di una nave. Pensai fosse un segno e decisi che quella fosse la rotta giusta da seguire.
Lo spettacolo — o forse dovrei dire il viaggio — poi è nato quasi da solo. Tutto si è concatenato in modo naturale, quasi magico, e io mi sono limitata a seguire la rotta di un percorso che, per prima, ho vissuto lasciandomi sorprendere.
Sono infinitamente grata a chi ha scelto di darmi fiducia e di imbarcarsi con me. Ora che questo viaggio è quasi giunto al termine, credo davvero che la traversata sia valsa la pena e mi auguro che lasci un segno in tutti coloro che hanno deciso di salpare.
Grazie, Mediterraneo. Non potevo trovare protagonista migliore.
E, concedetemelo, grazie Gabry, per aver ascoltato in loop quella canzone ormai quasi un anno fa.
Francesca